Il dentro del suono
Paolo Izzo
Ibiskos Editrice Risolo, 2007
Una telefonata dall'altro capo del mondo avverte Donatella della morte di Alfred, il marito della sua adorata zia Carla, una "zia" non per motivi di sangue ma di un affetto profondo che per anni ha legato sua madre a quella donna così lontana. Una donna che adesso le chiede un grande favore: ospitare in casa Matteo, suo figlio, per permettergli di metabolizzare quell'evento. Forse Roma lo aiuterà a placare, per quanto possibile, il suo dolore. Quando lo incontra, Donatella si rende conto del tempo passato, di come è cambiato quel ragazzino che molti anni prima aveva visto nel viaggio che lei e la madre avevano fatto per stare accanto alla loro amica. Di fronte a sé ha un sedicenne maturo e profondo, che ama inventare storie, personaggi con cui riesce a svelare il mondo sconfinato che ha dentro. Un giovane uomo, in realtà, ricco di sfaccettature, angoli nascosti, particolari da conoscere e in cui perdersi, anche attraverso la lettura di quello che la fantasia e i ricordi gli suggeriscono. Un sedicenne capace di tenerla piacevolmente lontana dal suo mondo. Matteo, così diverso da Riccardo, suo marito, che non sembrava essere più in grado di convincerla che erano insieme per un motivo valido. Lui, il padrone di casa, spesso arrogante, sicuro di sé e della sua posizione sociale, l'altro, l'ospite, con il suo mondo di cose da dire che giorno dopo giorno la attira a sé. Ma non si può, o meglio non si deve, soprattutto se le convenzioni imposte non lo permettono, accorgersi di provare sensazioni profonde per un ragazzo di quell'età, per il figlio di una cara amica, non grande abbastanza da far fronte serenamente allo scompiglio emozionale che la vicinanza di una donna riesce a causargli...
Un libro soltanto esteriormente sottile e dalle dimensioni ridotte. Parlare dei sentimenti, indagare su quello che capita a due esseri umani quando si incontrano è un'impresa delicata. Il tentativo di Paolo Izzo è apprezzabile, perché permette al lettore di conoscere tutti gli elementi in gioco, riferendogli anche i pensieri dei due protagonisti, il loro gioco di sguardi, di silenzi, l'evoluzione della loro intesa che non è mai semplice ammiccamento. Forse lo slancio poetico che muove lo scrittore in alcuni passaggi è tanto da portarlo a scegliere ardite manovre lessicali, che per fortuna però non rovinano mai un romanzo decisamente molto convincente. [andrea di carlo]
Il dentro del suono
«…un buon libro è solo un punto di partenza per un viaggio tutto da inventare». Così scrive l’editore sulla prima pagina del romanzo di Paolo Izzo. Noi da qualche tempo teniamo questa rubrica letteraria cercando di rimanere fedeli al tema del cammino, dell’andare, del viaggio. E, forse, non c’è cammino più affascinante di quello che fanno le immagini che, nate dalla fantasia dell’autore, migrano poi da una mente all’altra: immagini interne affioranti si trasformano in pensiero verbale poi in linee nere che danzano sulle pagine bianche dei libri evocando nella mente di ciascun lettore sensazioni e altre immagini che poi avranno vita e movimento nella sua memoria inconscia, nel suo pensiero.
In questo romanzo le parole scritte sono segni, orme di un viaggio che l’autore lascia sulle pagine del libro. Parole che continuano il loro vagabondare verso l’ignoto irrompendo nella mente del lettore, sconvolgendo e trasformando il suo pensiero forse da troppo tempo immobile in quel luogo dell’abitudine dove non si può, non si deve, non è ragionevole, il luogo del … io non posso.
«…poiché realmente l’amore è vincolo dei vincoli.» Così scriveva Giordano Bruno nel suo De vinculis in genere descrivendo il desiderio verso il diverso da sé sconosciuto. Egli si chiedeva se questo vincolo irrazionale, che lega in modo così profondo un uomo e una donna «…consista in una misteriosa simmetria o in qualche altra cosa incorporea che pur traspare nella natura corporea…» e continuava dicendo che questi vincoli possono essere “visti” solo se vengono “sentiti” dal “senso interno” interni sensus, e che, quando si tratta del vincolo di attrazione reciproca, qualcosa, che sta all’interno dell’uno, si trasferisce nell’altro. Certamente, detto in questo modo, può apparire concettualmente grezzo ma, non dimentichiamo, che il linguaggio di Bruno era scevro da inutili eufemismi.
Ora, cosa ha a che vedere un trattato filosofico con il romanzo di Paolo Izzo? Ebbene c’entra perché è questo che c’è nel libro: un vincolo inscindibile, il desiderio tra un adolescente e una donna. Sì, certo, c’è una storia, anche molto, molto avvincente ma, la storia fa da sfondo, è uno strumento nelle mani dell’autore per narrare come l’amore nasce e vive una vita propria al di là della ragione; di come l’ingovernabile passione amorosa inciampa nei pensieri arruffando la realtà interna di giorno e svegliando, nella notte, la fantasia nei sogni. In queste pagine “vediamo” la nascita di una impossibile simmetria tra due esseri umani così diversi tra loro, un’energia invisibile che crea un vincolo così tenace da far oltrepassare limiti che appaiono invalicabili.
Paolo Izzo racconta di un uomo e una donna assediati da una forza invisibile eppure così certa come erano certi l’odio e l’amore nei primi mesi di vita; racconta di come essi sentono vibrare negli occhi dell’altro un’immagine inconsapevolmente custodita fino al loro incontro. Quell’immagine indefinita, serbata gelosamente, che è in noi e che… come potremmo dire? Si riflette? Si rappresenta? Viene forse evocata dal volto dell’altro da sé? Non so. Ma so che quando questo accade non rimane che ululare, in silenzio, come lupi nella notte lunare, esigendo assurdamente che l’altro senta il tuo desiderio anche se è lontano mille miglia.
Eppure in mezzo a questo uragano di sentimenti l’autore avanza leggero varcando un vulcano di affetti impetuosi sul sottile filo del senso. Ed è un filo raro quello usato. Le parole dell’autore forzano le norme sintattiche ma sono…necessarie, come se venissero da un luogo lontano, quasi dimenticato, come un suono, come voce …dovuta: «Le donne sentono tutto; è una questione di recettività. Ogni evento le penetra, se non hanno ancora innalzato barriere e maschere, se il frastuono della normalità non le ha assordate per proteggerle e condannarle. E sentono parole e rumori e intenzioni e corpi e movimenti. Sentono meglio e di più. Sentono il dentro del suono.» E le parole dicono di un’immagine sconosciuta che ti costringe e che non puoi tradire anche se rimane indefinita. Qualcosa dentro di te che diventa il tuo peggior nemico se fai un compromesso illecito con la ragione: «Non si ha scampo quando il tempo matura, finisce, è pronto. Come il bambino che deve nascere. Non si può fare più niente…È il momento? Dove sarà il mio ginecologo?» Non si può, non si deve raccontare questo romanzo, sarebbe come appiccicare didascalie sulle opere d’arte. In questo libro si avvertono suoni che alludono ad una storia intima, interna dell’autore che ha saputo tessere una preziosa tela sulla cui trama si intravede questo suo mondo interiore: leggere questa storia è come entrare in un negozio di cristalli.
Accade, ci sono delle notti in cui cercare rifugio nel sonno sarebbe vile, notti in cui si sentono montare le invincibili maree del sentire. In una di queste rare e preziose notti provate a leggere Il dentro del suono, tutto di un fiato. L’alba che vi verrà incontro avrà altri colori.
Gian Carlo Zanon
Più Libri Più Liberi
Palazzo dei Congressi - Roma Eur
Venerdì 7 dicembre 2007
17.00 Sala Ametista
A cura di Ibiskos Editrice Risolo
Intervengono gli autori della collana,
18.00 Sala Turchese
Premiazione concorso letterario
Laboratorio Gutenberg 2007
A cura di Infinito Edizioni
Intervengono Ilaria Bonaccorsi, Giuseppina Cinardi, Francesca Fiorentini, Paolo Izzo, Senadin Musabegovic, Domenico Muscolino e Fabio Sajeva
La nuova copertina

In occasione della riedizione (quarta ristampa)
nella nuova collana "minimal"
di Ibiskos Editrice Risolo,
Il dentro del suono cambia copertina
Concorso letterario
Laboratorio Gutenberg
seconda edizione
"Concorso Letterario Laboratorio Gutenberg"
scadenza: 10 novembre 2007
Commissione
Francesca Fiorentini (Giornalista Teleroma 56)
Giusi Cinardi (Giornalista free lance)
Ilaria Bonaccorsi (Direttore editoriale di Left)
Paolo Izzo (Scrittore e giornalista)
Fabio Sajeva (Direttore sezione sceneggiature Roma Indipendent Film Festival)
Biblioteca Castelfranco Emilia
Il dentro del suono c'è e viene presentato così:
Paolo Izzo, Il dentro del suono, Ibiskos, 2006 (N.IZZ)
La storia di una passione amorosa: un ragazzo che scappa da un presente doloroso, che l’ha reso adulto troppo presto, e una ragazza di trent’anni che le circostanze della vita (un matrimonio precoce, una figlia) hanno fatto donna, nonostante abbia ancora diritto di essere giovane.
Domani 13 luglio, ore 18.30, nell’ambito della mostra personale di Alessio Ancillai, intitolata “Suoni e Silenzi. Tempo interno” (a cura di “Son et Lumière”), verrà presentato al Palazzo della Cultura di Sermoneta (LT) in corso Garibaldi, il catalogo dell’artista.
Intervengono il sindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli e l’architetto Maurizio Maturi.
Durante la serata, Caterina Deregibus, accompagnata alla chitarra da Luca Marrucci, leggerà le poesie di Ancillai e un mio racconto inedito, liberamente ispirato alle opere presenti nel catalogo e pubblicato nello stesso.
cfr. anche: www.alessioancillai.com